

161. Le origini africane del socialismo africano.

Da: J. K. Nyerere, Socialismo in Tanzania, a cura di G. P. Calchi
Novati, Il Mulino, Bologna, 1970.

Julius Kambarage Nyerere, fondatore della Tanganyika African
National Union (TANU), movimento nazionalista non violento che
port il paese all'indipendenza dalla Gran Bretagna, nel 1962
eletto presidente della repubblica del Tanganica indipendente, 
uno dei principali esponenti del cosiddetto socialismo africano.
I caratteri originali di quest'ultimo sono esposti nel seguente
passo dallo stesso Nyerere; egli li individua soprattutto nello
spiccato senso della comunit, presente nella societ
tradizionale, ed afferma che si dovranno rimuovere gli influssi
del capitalismo esportati in Africa dal colonialismo, riguadagnare
l'antica mentalit ed applicarla alla nuova societ.


Nella societ africana tradizionale noi eravamo individui
all'interno di una comunit. Ci curavamo della comunit e la
comunit si curava di noi. Non si sentiva n la necessit n il
desiderio di sfruttare il prossimo.
Respingendo la mentalit capitalistica che il colonialismo ha
esportato in Africa, dobbiamo rifiutare anche i metodi
capitalistici che vi sono connessi. Uno di questi  la propriet
individuale della terra. Da noi in Africa la terra  sempre stata
considerata propriet della comunit; ogni individuo in seno alla
societ aveva il diritto di usare la terra perch altrimenti non
poteva guadagnarsi la vita e nessuno pu avere il diritto di
vivere se non ha anche diritto ai mezzi necessari per mantenersi
in vita. Ma il diritto degli africani nei confronti della terra
era un semplice diritto di uso, e nessuno ha mai tentato o preteso
di chiedere un diritto diverso.
Gli stranieri hanno introdotto un concetto totalmente diverso, il
concetto della terra come bene commerciabile. Secondo questo
sistema, una persona pu rivendicare un pezzo di terra per s, in
propriet personale, intenda o no usarla. Al limite uno pu
impossessarsi di alcuni ettari di terra, proclamarla sua, e
andarsene sulla luna. Tutto quello che dovr fare per guadagnarsi
la vita con la sua terra sar di affittarla a pagamento a chi
vuole coltivarla. Se poi quel pezzo di terra si trova in un'area
urbana, non avr neanche bisogno di svilupparla, perch potr
lasciar fare agli stupidi disposti a sfruttare gli appezzamenti
vicini, ottenendo automaticamente un aumento di valore della sua
terra. Allora quella persona potr finalmente discendere dalla
luna e andare a chiedere a quegli stupidi che gli paghino l'alto
prezzo della sua terra, un prezzo che loro stessi hanno creato
per lui mentre se la spassava sulla luna. Un simile sistema non
solo  completamente estraneo all'Africa, ma  radicalmente
ingiusto. I proprietari terrieri, in una societ che riconosce la
propriet individuale della terra, possono essere, e d'abitudine
lo sono, dei puri e semplici parassiti [...].
Noi impediremo la crescita di una classe di parassiti nel
Tanganyika. Il governo della TANU [Tanganyika African National
Union] deve ritornare in fatto di propriet della terra alla
consuetudine africana. Il che equivale a dire che ciascun membro
della societ ha diritto a un pezzo di terra alla condizione che
la lavori. La propriet della terra senza condizioni, libera,
deve essere abolita, perch  destinata a generare la speculazione
e il parassitismo. Noi, come ho gi detto, dobbiamo riguadagnare
la nostra mentalit, il nostro socialismo africano tradizionale, e
applicarlo alla societ nuova che stiamo edificando oggi. La TANU
si  impegnata a fare del socialismo la base della propria
politica in tutti i campi. Il popolo del Tanganyika ci ha
conferito il mandato di realizzare questa politica eleggendo un
governo della TANU. E' con fiducia quindi che il governo pu
approvare solo leggi in armonia con i princpi socialisti.
Ma il socialismo [...]  un atteggiamento mentale. Spetta dunque
al popolo del Tanganyika - contadini, salariati, studenti,
dirigenti, tutti - di assicurare che questa mentalit socialista
non vada perduta attraverso le tentazioni del guadagno personale
(o dell'abuso delle posizioni di potere) o attraverso la
tentazione di considerare il bene della comunit nel suo complesso
una questione di secondaria importanza rispetto agli interessi di
un gruppo particolare.
Come l'anziano nella societ africana di un tempo era rispettato
per la sua et e per i servizi resi alla comunit, cos, nella
nostra societ moderna, questo rispetto per l'et e per i servizi
prestati va mantenuto. Ed allo stesso modo in cui la ricchezza
apparente dell'anziano ricco gli era concessa in realt sulla
fiducia del popolo, cos, oggi, l'apparente ricchezza in pi che
determinate posizioni di potere possono conferire ai singoli
appartiene loro solo e finch  necessario per ottemperare ai loro
doveri. Si tratta di uno strumento affidato loro a beneficio del
popolo che devono servire. Non appartiene loro personalmente: e
nessuno dovr usarne per accumulare ricchezza a proprio esclusivo
beneficio n come garanzia in previsione del giorno in cui non
occuper pi quelle posizioni. Sarebbe un tradimento nei confronti
del popolo. Se essi servono la comunit finch  in loro potere,
la comunit si prender cura di loro quando non saranno pi in
grado di svolgere quelle stesse funzioni.
